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Anche settembre ha chiuso sulla nostra provincia con una temperatura media particolarmente elevata (più di 2°C oltre il valore trentennale) risultando in molte località il più caldo da inizio rilevazioni. Pioggia caduta superiore alla norma lungo la costa (+30%) mentre sulla Lunigiana inferiore fino al 40-50%.
MARINA DI MASSA
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BOLLETTINO DELLA MONTAGNA
Previsioni a 3 giorni per le principali località sciistiche e montane delle Apuane ed Appennino settentrionale
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Siamo ancora sotto una campana anticiclonica (la cosiddetta ''configurazione ad Omega'') con l'alta pressione al centro che staziona sulle nostre regioni e le basse pressioni sul lato destro e sul lato sinistro. E' il lato sinistro che preoccupa non tanto noi, ma vaste aree della Francia soprattutto meridionale, alle prese con le perturbazioni atlantiche che, impossibilitate ad avanzare verso oriente, stanno scaricando grandi quantitativi di pioggia. Queste situazioni, come sappiamo, sono molto reticenti al cambiamento perché l'alta pressione sembra cedere ma poi si rinforza di nuovo nelle stesse zone determinando prolungati periodi di tempo stabile con temperature sopra la media (a differenza delle aree ad Ovest e ad Est che invece vedono periodi piovosi e temperature sotto media). Per il momento quindi ci va bene... Nei prossimi giorni dovremo sopportare della nuvolaglia medio-alta a tratti anche compatta che sfuggirà alle perturbazioni in azione fra Golfo del Leone e Francia con interessamenti marginali dell'estremo Nord-Ovest italico e della Corsica...forse potrebbe scapparci qualche sgocciolata giovedì ma le probabilità sono basse. Fra venerdì e Domenica è previsto una completa ristabilizzazione delle condizioni meteo con cielo che da ancora velato venerdì tornerà ad essere per lo più sereno o poco nuvoloso con stabilità che dovrebbe perdurare anche nei primi giorni della prossima settimana. Si instaureranno venti orientali deboli o al più moderati con lieve calo termico nel versante emiliano, mentre dal lato ligure-toscano possibili condizioni di Foehn con rialzo termico. A 1500 metri oscilleremo sempre fra 10°C e 13°C, valori costantemente sopra la media stagionale e nei fondovalle le ore diurne saranno dunque sempre molto miti mentre le nottate saranno fresche. I cambiamenti sono rinviati al 8/9 ottobre, ma potrebbero ritardare ulteriormente. Ne sapremo di più strada facendo...
In queste ultime settimane se ne sentono e leggono, come al solito del resto, di tutti i colori... Si fa un gran parlare di El Nino con ''strafalcioni'' che purtroppo mettono in secondo piano anche alcuni articoli seri e di vera divulgazione. Qualcuno mi ha chiesto di spiegare che cosa sia e allora ci proverò nei limiti delle mie conoscenze e dello spazio disponibile. Voi mettetevi davanti un Atlante geografico e capirete meglio. El Nino è un fenomeno che interessa un vasto settore dell'Oceano Pacifico e precisamente la fascia equatoriale e tropicale del mare compreso fra l'Indonesia ed il Sud America. Con El Nino quella parte di mare vede aumentare sensibilmente la sua temperatura, mentre con il fenomeno opposto, La Nina, la stessa parte di mare si raffredda. E questi riscaldamenti o raffreddamenti costituiscono un importante indice climatico denominato ENSO (EL NINO SOUTHERN OSCILLATION). Questi cicli alternati si ripetono da sempre ogni 2-7 anni, però è solo dal 1600 che i pescatori del Perù diedero il nome di EL Nino (Il Bambinello) o La Nina (la Bambinella) perché notarono che questo fenomeno si presentava per lo più nel periodo natalizio, quindi coincideva con la nascita di Gesù Bambino. Queste variazioni termiche, di natura ancora sconosciuta, hanno grosse ripercussioni sulla pesca, specialmente il riscaldamento riducendo la disponibilità di cibo per le specie ittiche locali con conseguente collasso della produttività. Le variazioni di temperatura del mare provocano importanti variazioni della pressione atmosferica e quindi della posizione delle alte e basse pressioni così che possono manifestarsi forti piogge e temperature sotto media sulle coste del Perù e del Cile, ma anche in Brasile, Argentina e sino all'Africa centrale, ed invece siccità e alte temperature sul Pacifico Occidentale verso l'Indonesia e l'Oceania. Attraverso il meccanismo delle ''teleconnessioni'' si innescano però cambiamenti a scala planetaria, è come se una grande onda atmosferica ne originasse tante altre che si fanno il giro del globo. Così ad esempio i Monsoni in India vengono inibiti provocando siccità proprio quando dovrebbe piovere. La Nina porta ripercussioni del tutto opposte, cioè arrivano siccità dove El Nino fa piovere e piogge abbondanti dove El Nino porta secco. Gli effetti sull'Europa ed il Mediterraneo ci sono ma ancora molto incerti e talvolta contrastanti. Da uno studio di qualche anno fa dell'Aeronautica Militare in collaborazione con il CNR (Michele Conte e Michele Colacino), pare che La Nina provochi periodi caldi e asciutti sull'Europa Occidentale passando per l'Italia nord occidentale e temperature più basse e piogge sopra la media sulle coste nord occidentali africane. Sempre questo studio ha trovato una buona correlazione fra La Nina e le prolungate siccità invernali negli anni fra il 1988 ed il 1990. Nel contempo il passaggio rapido da un forte episodio di El Nino fra l'estate/autunno 1982 seguito da una forte Nina nel 1983/84, potrebbe avere provocato le piogge abbondanti dell'autunno 1982 seguite da un secchissimo autunno 1983. Quindi ricapitolando anche se un po' grossolanamente: con El Nino il tempo dalle nostre parti è generalmente più dinamico con maggiore facilità delle perturbazioni di arrivare dall'Atlantico al Mediterraneo e piove di più, mentre con La Nina la circolazione atmosferica è più bloccata con le alte pressioni anche persistenti e dunque piove meno. Ci fu però una piovosissima stagione autunnale nel 2000 nel pieno di una Nina piuttosto forte. Quindi vedete che di certezze non ce ne sono... Un'altra cosa che lo stato dell'arte sulle connessioni fra El Nino ed il tempo europeo evidenzia è la possibilità che nella seconda parte delle stagione invernale possano crearsi situazioni favorevoli ad afflussi freddi sull'Europa (più dubbi sull'area mediterranea) in conseguenza della formazione di alte pressioni sulle zone polari provocate da riscaldamenti stratosferici, meglio noti come Stratwarming. El Nino 2026 pare sia molto intenso, alcune proiezioni lo fanno ritenere come il più intenso, superando quelli del 1982/83, 1997/98 e 2014/2015, ma lo sapremo solo a Natale quando nascerà Gesù Bambino.
Aggiornamento del 30 settembre 2026 a cura di Mauro Olivieri
(aggiornamento 3 volte la settimana)
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