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L’intensa perturbazione si allontana verso Est, favorendo una temporanea rimonta dell’alta pressione delle Azzorre che favorirà una fase stabile e soleggiata (tipicamente settembrina) sino ai primi giorni della prossima settimana. Temperature nella norma, fresche al primo mattino e gradevoli di giorno.
MARINA DI CARRARA
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BOLLETTINO DELLA MONTAGNA
Previsioni a 3 giorni per le principali località sciistiche e montane delle Apuane ed Appennino settentrionale
14-09-26
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15-09-26
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16-09-26
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| Zero Termico: 4000 m | Altezza Neve: 0 cm |
14-09-26
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| Zero Termico: 4000 m | Altezza Neve: 0 cm |
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| Zero Termico: 4200 m | Altezza Neve: 0 cm |
14-09-26
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15-09-26
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16-09-26
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| Zero Termico: 3900 m | Altezza Neve: 0 cm |
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Estate settembrina in grande spolvero con meravigliose giornate da godere finalmente senza patimenti di caldo ed afa. Ce la sta regalando l'Anticiclone delle Azzorre che ha imposto all'Anticiclone africano un po' di riposo dopo il lungo e faticoso lavoro estivo...Anche gli inizi della settimana vedranno il perdurare di un tempo ben soleggiato a parte il passaggio di innocue e sottili nubi alte a dipingere un po' di bianco il bel cielo azzurro che solo il mese di settembre ci sa regalare. Da mercoledì la pressione atmosferica inizierà a calare per l'avvicinarsi di una saccatura (propaggine di una bassa pressione) collegata ad una perturbazione nord Atlantica che porterà un veloce peggioramento nella giornata di giovedì seguito da condizioni di fresca variabilità. Come linea di tendenza (i fungaioli vogliono sapere cosa promette il meteo nel medio lungo termine..sigh..), per quanto se ne può sapere oggi, sembrerebbe prendere piede una nuova potente rimonta dell'Anticiclone marocchino-ispanico verso l'Europa Occidentale agli inizi della terza decade del mese. Bisognerà vedere se si estenderà anche sul nord Italia e la Toscana portando un deciso rialzo delle temperature ma anche con venti secchi settentrionali, oppure se punterà di più verso il Nord Europa facendo scivolare sul suo bordo orientale aria fredda ed instabile da Nord Est. Per un verso o per l'altro è molto facile che si vada incontro a venti da Nord nei giorni attorno all'Equinozio. Ma direi che questa previsione è ancora soltanto un ''tiro di dadi'' e come tale va presa. Appuntamento ai prossimi aggiornamenti.
Tornando agli anni' 70, cui già vi ho fatto cenno nell'ultimo bollettino... Erano anni indubbiamente molto più freddi, non solo rispetto ad oggi, ma anche rispetto alla media di quel periodo. La corrente a getto, il nastro trasportatore delle grandi perturbazioni atlantiche, correva diversi gradi più a sud di latitudine e, fra un promontorio e l'altro dell'alta pressione delle Azzorre, i fronti portavano frequenti giornate fresche ed instabili con temporali diffusi anche con grandine, anche se raramente di grosse dimensioni. L'anticiclone africano non si vedeva quasi mai o faceva brevi sortite. Un esempio è quello dei giorni attorno a metà mese del settembre 1975, quando l'isoterma 25°C a 1500 metri raggiunse le nostre zone ma per un giorno o due, poi fu scalzata dalle correnti atlantiche a suon di temporali e grandine che fece fuori gran parte dell'uva che ancora aspettava di essere vendemmiata. In quegli anni infatti solitamente la vendemmia si faceva ai primi di ottobre, talvolta anche verso metà mese con uva pure di pessima qualità, come dopo le piovose e fresche estati del 1976, 1977 e 1980. Lo zero termico raramente raggiungeva i 4000 metri e sulle Alpi si attestava attorno ai 3500/3600 metri nelle fasi più calde estive e, appena arrivava una perturbazione dal nord Atlantico, la neve non faceva fatica a cadere sino a 2500 metri e anche più in basso. In quel settembre 1972 fra l'11 ed il 12 nevicò fino a 1800 metri e qualche giorno dopo giunse dalla Scandinavia un vortice freddo che portò la neve sin sotto ai 1500 metri e persino sulle vette del nostro Appennino. Ricordo che quando andavo a raccogliere i funghi al mattino presto mi si intirizzivano le mani. Una situazione analoga si manifestò fra 10 e 11 settembre 1976 con Appennino imbiancato da grandine o graupel e poi anche nella terza decade del settembre 1977 quando, dopo una fase calda e secca anticiclonica nella prima parte del mese, arrivò aria molto fredda dal Nord Europa con zero termico che sulle Alpi scese fin sotto ai 1500 metri e sino a 1700/1800 metri sul nostro Appennino con conseguenti brinate a fine mese. Pur senza eclatanti ondate di freddo invernale (a parte il marzo 1971 e il gennaio/febbraio 1979), faceva più freddo in tutte le stagioni e soprattutto proprio in estate. Era una fase climatica completamente diversa, appunto molto più fredda della norma, con i ghiacciai in fase di avanzamento dopo l'arretramento degli anni 40/50, tanto che gran parte della comunità scientifica era propensa a ritenere molto probabile l'avvento di una piccola era glaciale. E questa convinzione andò avanti e si rafforzò durante il trittico invernale (1984/85, 1985/86 e 1986/87) con le abbondanti nevicate da Nord a Sud. Poi dal 1988 le cose iniziarono a cambiare......
Aggiornamento del 13 settembre 2026 a cura di Mauro Olivieri
(aggiornamento 3 volte la settimana)
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