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Tempo più tardo-autunnale che invernale con un teso flusso umido e mite atlantico che pilota verso il Mediterraneo veloci perturbazioni alternate a brevi fasi più asciutte; temperature superiori alla norma con nevicate confinate alle cime appenniniche più elevate, in calo di quota solo nella giornata di sabato.
MARINA DI MASSA
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BOLLETTINO DELLA MONTAGNA
Previsioni a 3 giorni per le principali località sciistiche e montane delle Apuane ed Appennino settentrionale
12-02-26
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13-02-26
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14-02-26
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| Zero Termico: 2000 m | Altezza Neve: 28 cm |
12-02-26
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13-02-26
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14-02-26
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| Zero Termico: 1900 m | Altezza Neve: 23 cm |
12-02-26
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13-02-26
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14-02-26
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| Zero Termico: 2200 m | Altezza Neve: 0 cm |
12-02-26
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13-02-26
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14-02-26
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| Zero Termico: 1900 m | Altezza Neve: 25 cm |
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La neve va e viene sui nostri monti che, al di sotto dei 1700 metri non riescono a conservare il manto intatto dopo le nevicate precedenti, mentre al di sopra, per quanto molto bagnata, i bianchi fiocchi continuano a cadere anche nelle fasi perturbate più miti. Nella notte fra mercoledì 11 e giovedì 12 e al primo mattino passerà una ennesima perturbazione con prevalenza di pioggia fino ai 1700/1800 metri e neve perciò solo sulle vette più alte sia appenniniche che apuane. Venti di Libeccio in rinforzo, ma la Libecciata imperverserà più che altro in mare aperto mentre dal pomeriggio si assisterà ad una rotazione del vento a Nord Ovest assieme all'arrivo di qualche schiarita. Venerdì avremo una giornata di pausa con schiarite soleggiate nella prima parte della giornata o con cielo velato, poi entro il pomeriggio banchi di nubi stratiformi torneranno ad addensarsi nei versanti sud dell'Appennino e sulle Apuane ma le prime precipitazioni non arriveranno prima della notte. La giornata di sabato vedrà l'influenza di un profondo minimo di bassa pressione in formazione fra Alto e Medio Tirreno in successiva rapido spostamento verso il Sud. Il cielo sarà coperto con precipitazioni diffuse che assumeranno carattere di neve finalmente a quote decenti, mediamente al di sopra dei 1200/1300 metri, ma non escluse fioccate sin verso 1000 metri nel versante emiliano specie fra Parmense orientale e Reggiano verso il termine della fenomenologia atteso nella tarda serata di sabato. Domenica finalmente potremo godere di una bella giornata di sole anche se con tesi venti settentrionali moderatamente freddi: lo zero termico si assesterà infatti attorno ai 1200/1400 metri. Ad inizi settimana il tempo manterrà caratteristiche di spiccata variabilità con i soliti saliscendi termici tipici degli ultimi giorni visto che non si fermerà ancora il trenino di perturbazioni atlantiche che ha preso avvio ormai più di un mese fa. Vedremo nei prossimi giorni di andare a parlare con il Capo Stazione....
Queste giornate di febbraio, comprese fra il 9 ed il 12, in tempi ''normali'' sono abbonate a frequenti nevicate nelle nostre lande. Essendo ormai anziano, la prima che mi viene in mente è ovviamente quella più indietro nel tempo e risalente al 10 febbraio 1978. Ricordo molto bene la previsione del Colonnello Andrea Baroni la sera di giovedì 9 nella tanto attesa trasmissione ''Che tempo fa''(quella sera era lui di turno e non il Colonnello Bernacca). Affermò con certezza assoluta che l'indomani sarebbe nevicato copiosamente su tutto il nord Italia, le Marche e nel nord Toscana segnatamente fra Lunigiana e Garfagnana! Previsione azzeccata in pieno. Fremente nell'attesa non riuscii a chiudere occhio quella notte. Già la sera si il cielo si era coperta ed una cruda Tramontana spirava moderata a Villafranca. Attorno alle 24 iniziarono a cadere delle goccioline di pioggia che andò avanti per qualche ora, prima della trasformazione in neve che avvenne attorno alle 5 del mattino. Iniziò una bufera di neve con temperatura probabilmente sotto lo zero, dato che per la neve ed il ghiaccio quel mattino non riuscì a passare il pulmino per portarci a scuola. La bufera continuò fino alle 4 del pomeriggio ammantando l'alta Lunigiana con 40/50 cm di coltre bianca. Sabato 11 la neve si trasformò in pioggia sotto ai 400 metri ma continuò a nevicare copiosamente al di sopra e nevicò con brevi interruzioni in collina sino al 13/14 febbraio. Molti paesi del Pontremolese, Mulazzese e Zerasco risultarono isolati con altezze del manto nevoso comprese fra 150 e 200 centimetri.
Ma in tempi più recenti una copiosa nevicata interessò le nostre zone sino a fondovalle anche l'11 febbraio del 2013, anche questa accompagnata da una tesa Tramontana scura che conferì alla nevicata la caratteristica di bufera. Fu meno abbondante del 1978 ma il manto bianco resistette molti giorni nei prati grazie alle gelate nei giorni successivi.
Aggiornamento del 11 febbraio 2026 a cura di Mauro Olivieri
(aggiornamento 3 volte la settimana)
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