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Dopo il veloce passaggio temporalesco delle prime ore di martedì, pressione in aumento con tempo più stabile tuttavia correnti umide meridionali potranno dar luogo ad annuvolamenti a tratti intensi specie a ridosso delle aree montuose. Temperature in nuovo aumento fino a riportarsi temporaneamente oltre le medie, caldo umido e piuttosto afoso.
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BOLLETTINO DELLA MONTAGNA
Previsioni a 3 giorni per le principali località sciistiche e montane delle Apuane ed Appennino settentrionale
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| Zero Termico: 4400 m | Altezza Neve: 0 cm |
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| Zero Termico: 4300 m | Altezza Neve: 0 cm |
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L'alta pressione afro mediterranea ha sette vite come i gatti e anche di più, di fatti sta rialzando la cresta portando una notevole onda di calore sulle regioni centro meridionali e le nostre Isole Maggiori. Marginalmente e temporaneamente si espanderà anche sulle nostre regioni facendo sensibilmente risalire le temperature tanto che, agevolmente a 1500 metri, si passerà dagli attuali valori di 14°C/15°C nuovamente a 20/22°C, forse anche di più, fra giovedì e venerdì e lo zero termico volerà sin oltre i 4500 metri. Il cielo sarà ancora un po' nuvoloso mercoledì mattina quando non sono esclusi piovaschi sui rilievi fra Spezzino e Genovesato, mentre altrove avremo un cielo poco nuvoloso. Giovedì sarà sempre possibile qualche addensamento di nubi stratiformi dalla parte ligure con della maccaja in possibile risalita dal mare dato che le correnti rimarranno orientate dal quadrante meridionale. Venerdì il vento marino in rotazione graduale da Scirocco a Libeccio tenderà ad addensare più nubi specie dalla sera, sempre dalla parte ligure lunigianese e Alpi Apuane, e non sono esclusi brevi rovesci nella notte e mattinata di sabato. Ma la perturbazione in avvicinamento dall'Atlantico, grazie al promontorio nord africano, tenderà a scivolare più a Nord interessando maggiormente l'arco alpino con temporali in sconfinamento alle alte pianure, a nord del Fiume Pò. Nei giorni successivi potrebbe esserci un gradito ritorno e cioè quello dell'Anticiclone delle Azzorre che sembrerebbe volere distendersi verso le nostre regioni, anche se sarà insidiato dalle code di perturbazioni sempre in transito fra le Alpi e l'Europa Centrale. Staremo a vedere...
In un clima certamente profondamente cambiato negli ultimi decenni, che anche noi vecchietti degli anni' 60 possiamo ben notare (provenendo poi dai freschi anni 60/70 e fino a metà degli anni 80!), ci sono alcuni fenomeni che si ripetono fin dai tempi antichi. I temporali di San Bartolomeo e San Genesio (24 e 25 agosto) fanno parte di questi. Considerando solo gli ultimi 15 anni del nuovo millennio ci furono forti temporali il 25 e 26 agosto nel 2012, nel 2013. Nel 2015, dopo il caldo intenso dei primi 10 giorni di agosto con massime vicine ai 40°C, ci furono i primi temporali ferragostani e poi il 24 agosto violenti nubifragi allagarono La Spezia e Portovenere con più di 160 millimetri caduti in poche ore. Altri temporali fra 24 e 25 agosto del 2018, così come nel 2019 e poi ancora nel 2021. Infine anche lo scorso anno frequenti temporali fra il 21 ed il 28 agosto. Senza parlare poi degli anni 90, anni 80 (memorabile e già più volte ricordato il forte temporale della sera del 24 agosto 1987, quando si registrarono piene di numerosi torrenti, specie l'Aulella); e poi i memorabili anni 70 quando per San Genesio la sera spesso di accendeva la stufa dopo temporali e piogge abbondanti (1976 e 1977 in primis). Il ricordo più longevo che ho è del 1966. Dovevo ancora compiere 4 anni. Ricordo vividamente i tanti lampi che illuminavano a giorno la notte, gli schianti di fulmini ed il rumore della pioggia e della grandine che, fra il 24 ed il 25 agosto, interessarono non solo l'alta Lunigiana ma estesi territori del resto della Toscana, in Emilia Romagna e Liguria. Il giorno di San Genesio, quando i miei genitori mi portarono nel pomeriggio alla fiera di Filetto, ero imbacuccato perché faceva davvero freddo e ricordo estesi e grossi mucchi di grandine bianca come la neve ai bordi delle strade e nei campi ombreggiati! Andando a vedere negli archivi le carte meteorologiche e i giornali dell'epoca pare che quell'estate del 1966 fu parecchio calda, ovviamente rispetto a quei tempi. Fu dominata dall'Anticiclone delle Azzorre fra giugno e luglio anche se saltuariamente interrotto da qualche perturbazione. Poi nelle prime due settimane di agosto arrivò persino l'anticiclone nord africano, davvero una rarità in quei tempi, portando un periodo molto caldo anche dalle nostre parti con isoterme sino a 20/22°C a 1500 metri. Per Ferragosto arrivarono i primi temporali. Sono ricordati dei tornado nella zona del Lago di Garda, purtroppo anche con numerosi morti e vari nubifragi alluvionali in Alto Adige. Invece nella notte fra il 24 e 25 agosto arrivò una depressione fredda dalla Scandinavia che portò sulle Alpi isoterme di 3/4°C a 1500 metri e nevicate sino a quelle quote con graupel anche sotto ai 1000 metri...ed in pianura estese grandinate!
Aggiornamento del 25 agosto 2026 a cura di Mauro Olivieri
(aggiornamento 3 volte la settimana)
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