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Poche variazioni attese anche durante la seconda settimana di febbraio: saranno ancora le correnti umide atlantiche a dominare la scena sul Mediterraneo con frequenti passaggi perturbati di modesta entità alternati a brevi fasi asciutte. Afflusso di aria un po' più mite con neve in Appennino a quote medio-alte.
MARINA DI MASSA
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BOLLETTINO DELLA MONTAGNA
Previsioni a 3 giorni per le principali località sciistiche e montane delle Apuane ed Appennino settentrionale
08-02-26
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09-02-26
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10-02-26
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| Zero Termico: 1500 m | Altezza Neve: 28 cm |
08-02-26
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09-02-26
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10-02-26
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| Zero Termico: 1400 m | Altezza Neve: 23 cm |
08-02-26
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09-02-26
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10-02-26
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| Zero Termico: 1700 m | Altezza Neve: 0 cm |
08-02-26
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09-02-26
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10-02-26
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| Zero Termico: 1400 m | Altezza Neve: 25 cm |
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Come molto spesso capita la circolazione atmosferica, una volta impostati i suoi parametri geolocalizzanti, procede con il ''pilota automatico'' e sposta molto poco le sue direzioni di marcia. La famosa ''legge della persistenza'' vince molto spesso su qualsiasi cosa diversa possano formulare i modelli fisico-matematici nel medio e lungo termine. Ora verso metà mese e poi nella parte finale, alcuni scenari mettono in guardia su un possibile arrivo di quell'aria fredda presente sul Nord Europa, mentre altri danno la persistenza della circolazione attuale con aria fra il fresco ed il temperato in arrivo dalle medie latitudini atlantiche. Altri ancora darebbero addirittura l'arrivo dell'anticiclone che ci traghetterebbe verso un precoce inizio della primavera. Vedremo se la persistenza detterà legge ancora una volta o se capiterà qualcosa che interromperà il teso flusso atlantico in un qualche altro senso.
Per qualche giorno comunque arriverà ancora un po' di neve sui nostri monti, per lo meno alle quote medio alte. La perturbazione in passaggio fra Domenica e lunedì, pur transitando abbastanza bassa rispetto alle nostre regioni, porterà comunque nuvolosità diffusa e precipitazioni intermittenti che assumeranno carattere nevoso al di sopra dei 1300/1400 metri in temporaneo calo verso i 1200 metri in Appennino e fra 1400 e 1500 metri sulle Alpi Apuane. Anche se non c'è aria troppo fredda neanche alle quote superiori, siamo in zona di pressione molto bassa e dunque lo zero termico che oscillerebbe attorno ai 1600/1800 metri (a seconda dei versanti Nord/Sud), si sposta di almeno un duecento metri più in basso specie durante i fenomeni. Martedì ci sarà qualche schiarita ma sarà subito seguita da un rapido aumento della nuvolosità a precedere un nuovo fronte in avvicinamento. Dalla sera di martedì torneranno venti tesi di Libeccio che probabilmente l'indomani (mercoledì 11) andranno a rimangiarsi almeno parte della neve caduta in quanto lo zero termico risalirà verso i 2000 metri e più. Ma vedremo meglio l'evoluzione dal Giovedì Grasso in avanti nel prossimo aggiornamento...
''Febbraio è sbarazzino. Non ha i riposi del grande inverno, ha le punzecchiature, i dispetti di primavera che nasce. Dalla bora di febbraio requie non aspettare. Questo mese è un ragazzo fastidioso, irritante che mette a soqquadro la casa, rimuove il sangue, annuncia il folle marzo periglioso e mutante''
(Febbraio, poesia di Vincenzo Cardarelli)
Aggiornamento del 07 febbraio 2026 a cura di Mauro Olivieri
(aggiornamento 3 volte la settimana)
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