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Alta pressione che seppur con primi segnali di indebolimento favorirà tempo stabile e soleggiato almeno sino al termine della settimana, con temporanea instabilità sui rilievi specie venerdì. Temperature in calo rispetto ai valori eccezionalmente elevati dei giorni scorsi, mantenendosi però superiori alle medie.
MARINA DI CARRARA
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BOLLETTINO DELLA MONTAGNA
Previsioni a 3 giorni per le principali località sciistiche e montane delle Apuane ed Appennino settentrionale
29-05-26
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30-05-26
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31-05-26
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| Zero Termico: 3700 m | Altezza Neve: 0 cm |
29-05-26
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30-05-26
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31-05-26
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| Zero Termico: 3500 m | Altezza Neve: 0 cm |
29-05-26
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30-05-26
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31-05-26
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| Zero Termico: 3900 m | Altezza Neve: 0 cm |
29-05-26
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30-05-26
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31-05-26
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| Zero Termico: 3500 m | Altezza Neve: 0 cm |
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L'ondata di caldo che ha interessato ed in parte sta ancora interessando l'Europa centro-occidentale ed il Nord Italia, ha i requisiti questa volta per essere definita eccezionale, sia per la sua precocità che per intensità e durata. Dalle nostre parti non si sono toccati valori massimi record né in montagna né a fondovalle (risalenti a fine maggio 2022), cosa invece capitata su molte località padane anche dell'Emilia Romagna. Ma vi rimando alla seconda parte del bollettino per una analisi tecnico comparativa con altri eventi del passato.
Ora si nota un indebolimento della cupola anticiclonica soprattutto alle quote superiori dell'atmosfera provocato da infiltrazioni di aria fresca provenienti dall'Europa orientale. Data la presenza dell'aria molto calda negli strati medio bassi questa ''intrusione'' fresca (-14°C a 5800 metri) non può che innescare la tipica formazione di nubi convettive (cumuli e cumulonembi) che poi sfociano necessariamente in temporali che, per quanto brevi e localizzati, possono facilmente assumere carattere di forte intensità con fulmini, nubifragi, grandine e raffiche di vento. Già giovedì pomeriggio è in atto questa fenomenologia che sui monti si esaurirà entro la sera. Nella notte su venerdì è prevista la formazione di celle temporalesche anche intense sulla pianura parmense piacentina in locale estensione verso Sud ma con graduale indebolimento delle precipitazioni e successive schiarite. Nel pomeriggio di venerdì si avrà una recrudescenza dell'instabilità fra il crinale appenninico ed il suo versante ligure toscano, nonché sulle Alpi Apuane perché la disposizione dei venti da Nord Est farà scivolare l'attività temporalesca verso Sud cioè verso il lato marittimo. Entro sera il sereno tornerà a dominare dappertutto e la nottata sarà stellata. Avremo anche un moderato calo delle temperature segnatamente nel versante emiliano con lo zero termico che calerà sin verso 3400/3500 metri, ma per riguadagnare subito quota, tornando a 3900/4000 metri, fra sabato e Domenica. Nel fine settimana infatti l'alta pressione sarà ancora ben salda sulle nostre regioni pur acquisendo caratteristiche più azzorriane che nord africane. Il cielo sarà in prevalenza sereno o poco nuvoloso anche se sabato pomeriggio potrebbe formarsi qualche cumulo sul crinale con rischio di isolatissimi piovaschi. Da Domenica le correnti aeree gireranno a Sud Ovest portando qualche addensamento stratiforme verso sera sui rilievi liguri apuani. Saranno i prodromi di un cambiamento più incisivo del tempo da lunedì 1° giugno ma soprattutto fra il 2 ed il 3 quando è atteso il passaggio di una perturbazione atlantica. Ma ne parleremo nel prossimo aggiornamento...
Andando a spulciare nell'archivio delle carte meteorologiche del passato anche molto remoto ho trovato una situazione similare a quella del 2026 nel maggio del 1906, del 1922 e del 1944. Nel 1906, dopo una prima parte del mese fresca ed instabile con situazioni depressionarie che fra il 18 ed il 20 portarono anche la neve sul nostro Appennino, arrivò una ondata di caldo fra il 23 ed il 31 maggio con isoterme che raggiunsero i 18°C/20°C a 1500 metri su Francia Meridionale, Svizzera, Baviera, Austria, centro nord Italia e con punte di 25°C/28°C alla stessa quota su tutta la Spagna. Nel 1922 (forse sinotticamente la situazione più simile a quella di ora) l'onda calda, sempre di partenza sub tropicale o afro mediterranea, partì il 20 maggio e durò fino al 31 maggio. Per una decina di giorni l'isoterma 15°C a 1500 metri si stabilì fra il Canale della Manica e la Danimarca, mentre isoterme di 18°C/20°C sempre a 1500 metri, abbracciavano Francia, Germania, Svizzera e Italia nord occidentale. In quell'anno il caldo andrò avanti, anche se più indebolito, per tutta la prima decade di giugno. Nel 1944, l'anno della seconda guerra mondiale, una onda di calore con geopotenziali (l'altezza della colonna calda fino ad oltre 5900 metri, paragonabili a quella del 2026), si impossessò dell'Europa centrale e Centro-Nord Italia nell'ultima settimana di maggio con isoterme a 1600 metri oscillanti fra 15°C e 18°C. Questo periodo caldo lo ritroviamo ben descritto nel Liber Chronicon della Parrocchia di Gassano (Fivizzano) dall'allora parroco Mons. Giovanni Colombi che ci parla di giornate calde o caldissime fra il 28 ed il 31 maggio. Di queste ultime note ringraziamo il preziosissimo e assiduo lavoro di Don Francesco Sordi che ha riportato alla luce queste perle storiche.
Aggiornamento del 28 maggio 2026 a cura di Mauro Olivieri
(aggiornamento 3 volte la settimana)
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