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Proseguono condizioni molto dinamiche con alternanza rapide perturbazioni di origine atlantica e brevi fasi soleggiate; situazione che ci accompagnerà probabilmente anche durante la terza settimana del mese di febbraio. Temperature complessivamente ancora superiori alle medie del periodo.
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BOLLETTINO DELLA MONTAGNA
Previsioni a 3 giorni per le principali località sciistiche e montane delle Apuane ed Appennino settentrionale
15-02-26
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16-02-26
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17-02-26
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| Zero Termico: 1600 m | Altezza Neve: 25 cm |
15-02-26
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16-02-26
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17-02-26
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| Zero Termico: 1500 m | Altezza Neve: 20 cm |
15-02-26
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16-02-26
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17-02-26
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| Zero Termico: 1800 m | Altezza Neve: 0 cm |
15-02-26
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16-02-26
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17-02-26
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| Zero Termico: 1500 m | Altezza Neve: 22 cm |
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Dopo un lungo colloquio con il Direttore Generale del COSP (Comitato Operativo Smistamento Perturbazioni) siamo riusciti a strappargli almeno un: ''vedrò quello che posso fare ma non vi prometto nulla...''. E' già stato un successo riuscire a prendere un appuntamento e a farsi ascoltare, vedremo ora l'evolversi degli eventi. Ma già nei prossimi giorni sembra che qualcosa di diverso si possa cominciare a notare nella circolazione dell'atmosfera. Dopo la perturbazione di sabato 14 che sta fortunatamente imbiancando le nostre montagne sopra i 1200-1300 metri in Appennino e oltre i 1600 metri sulle Alpi Apuane, la giornata di domenica vedrà un rapido miglioramento con cielo che si rasserenerà almeno per qualche ora grazie a venti settentrionali più asciutti. Lo zero termico si attesterà attorno ai 1600 metri con buon mantenimento del manto nevoso fresco. Dalla sera però arriveranno già delle nubi medio-alte da Ovest che renderanno il cielo velato. Infatti lunedì è atteso il passaggio di un'altra perturbazione che comunque provocherà pochi fenomeni, limitati a brevi piovaschi sui rilievi spezzini, lunigianesi e apuani con qualche fiocco sulle cime più alte. Il vento, girato temporaneamente a Libeccio portando un temporaneo rialzo termico, tornerà a disporsi fra Tramontana e Maestrale entro la sera aprendo ampie schiarite. E preparatevi dunque per la meravigliosa giornata di martedì 17 caratterizzata da: cielo terso, sole luminoso, vento e valori di umidità ridotti ai minimi termini. Condizioni ideali per stendere i panni, aprire le finestre per far asciugare le case intrise di umidità, e per meravigliose escursioni in montagna dove, con l'ottima visibilità attesa, lo spettacolo di un panorama a 360 gradi è assicurato. Attenzione però al ghiaccio sia della neve, che dei tratti interessati dal rigelo dopo fusione causato dagli sbalzi termici recenti. Copritevi anche bene perché il vento sostenuto e lo zero termico posto attorno ai 1500 metri porterà i wind-chill (temperature percepite) su valori di qualche grado sotto lo zero. Godetevi la giornata fino in fondo perché poi mercoledì torneranno già le nubi, ma quella sarà un'altra storia che vi racconteremo nel prossimo bollettino...
La tradizione di S. Valentino deriva da una serie di miti e leggende intorno al santo patrono della città di Terni. Non tutti sanno che la sua origine risale agli Antichi Romani ed è legata alla storia. Per gli Antichi romani, infatti, febbraio era un mese importante perché considerato il mese della rinascita, con la primavera in arrivo e i diversi riti di purificazione cui si dava inizio per ottenere fortuna e fertilità. Inoltre veniva reso omaggio al dio Lupercus, che secondo la leggenda aveva allattato Romolo e Remo e numerose erano le celebrazioni in onore dei Lupercali, che allontanavano i lupi dai campi. In segno di fertilità, durante le celebrazioni, veniva sparso il sangue di alcuni animali, ma vi era un rituale ancora più importante per la popolazione, quasi una lotteria dell'amore: in una urna venivano mescolati i nomi di uomini e donne. Successivamente venivano estratti da un bambino, in modo tale da individuare delle coppie di uomo e donna, che avrebbero poi vissuto, per tutto l'anno seguente, in intimità per onorare il rito della fertilità e il dio stesso. Ogni anno, poi, il rito si sarebbe ripetuto. San Valentino coincide con il tentativo degli antichi padri della Chiesa di cristianizzare questa vecchia pratica considerata immorale. Così si cercò di sostituire il dio Lupercus con un santo protettore degli innamorati che, nel 496 dopo Cristo, Papa Gelasio individuò nel vescovo romano che era stato martirizzato, appunto Valentino. La leggenda narra che Valentino fu il primo religioso a celebrare l'unione fra un legionario ed una giovane pagana.
Aggiornamento del 14 febbraio 2026 a cura di Mauro Olivieri
(aggiornamento 3 volte la settimana)
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