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Giugno ha chiuso sulla nostra provincia con temperatura di ben 2,5°C superiore al valore trentennale di riferimento: dopo un inizio fresco ha inciso infatti l’intensa e duratura ondata di caldo della seconda metà del mese. La pioggia è risultata nella media lungo la costa mentre sui rilievi e Lunigiana inferiore del 40-60%.

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Previsioni a 3 giorni per le principali località sciistiche e montane delle Apuane ed Appennino settentrionale
01-07-26
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Zero Termico: 3900 m   |   Altezza Neve: 0 cm
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Zero Termico: 3800 m   |   Altezza Neve: 0 cm
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Zero Termico: 4000 m   |   Altezza Neve: 0 cm
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Zero Termico: 3800 m   |   Altezza Neve: 0 cm

Quando una cappa di aria calda e umida ricopre i bassi strati dell'atmosfera, basta uno ''sbuffo'' appena più fresco (o soltanto meno caldo rispetto all'aria circostante) in quota, per sviluppare imponenti nubi verticali, cioè cumulonembi, che sono all'origine dei temporali di calore che in certi casi possono formarsi non solo nelle ore pomeridiane e non solo in montagna, proprio come è capitato nella notte fra lunedì 29 e martedì 30. Ma del resto le giornate del 28/29 giugno sono ''abbonate'' ai fenomeni temporaleschi di qualsiasi origine a causa degli strepiti della mamma di San Pietro come narra una nota leggenda popolare.
Nella giornata di mercoledì 1 una goccia ancora più fresca in quota (isoterme di -14°C a 5700 metri) scavalcherà le Alpi scivolando verso Sud Est. Sarà preceduta da un temporaneo rinforzo del vento di Libeccio e seguita da venti di Tramontana che accompagneranno il passaggio di una linea temporalesca prevista in formazione fra la Liguria centrale e la Val Padana nelle ore serali. Naturalmente è superfluo ricordare che i temporali, per quanto veloci, potranno assumere carattere di forte intensità con locali grandinate e downburst (raffiche di vento temporalesche). Anche le temperature accuseranno una temporanea ma netta flessione, visto che da isoterme dell'ordine dei 20°C a 1500 metri passeremo a valori di 12°C/14°C nella mattinata di giovedì 2. Dopo la notte ancora localmente burrascosa un po' di nubi residueranno nella mattinata di giovedì dopo a ridosso dell'Appennino e delle Apuane garfagnine ma poi il sereno tornerà a dominare la scena e già si metteranno le basi per un nuovo rigonfiamento anticiclonico che ci interesserà nel prossimo fine settimana ma soprattutto nella settimana successiva. Inizialmente le temperature rimarranno su valori accettabili, probabilmente avremo anche due o tre albe frizzantine per minime anche al di sotto dei 14°C nei fondovalle, ma poi il caldo tornerà a farsi sentire H24 specialmente da Domenica 5 in avanti. Al momento non sono comunque attesi valori estremi come nell'ondata calda precedente grazie al carattere misto dell'anticiclone (Azzorre/Africa). Appuntamento ai prossimi aggiornamenti...

'' ''Per me gli alberi sono sempre stati i predicatori più persuasivi. Li venero quando vivono in popoli e famiglie, in selve e boschi. E li venero ancora di più quando se ne stanno isolati. Sono come uomini solitari. Non come gli eremiti, che se ne sono andati di soppiatto per sfuggire a una debolezza, ma come grandi uomini solitari, come Beethoven e Nietzsche. Tra le loro fronde stormisce il mondo, le loro radici affondano nell'infinito; tuttavia non si perdono in esso, ma perseguono con tutta la loro forza vitale un unico scopo; realizzare la legge che è insita in loro, portare alla perfezione la propria forma, rappresentare se stessi. Niente è più sacro e più esemplare di un albero bello e forte. Se li si ascolta a lungo, in silenzio, anche la nostalgia di vagare rivela appieno il suo significato più profondo. Non è desiderio di scappare via dal dolore, come sembra. E' nostalgia della propria patria, ricordo della propria madre, struggimento per nuovi simboli di vita. Conduce a casa. Ogni strada conduce a casa, ogni passo è nascita, ogni passo è morte, ogni tomba è madre. Così sussurra l'albero nella sera, quando abbiamo paura dei nostri pensieri infantili. Gli alberi hanno pensieri duraturi, di lungo respiro, tranquilli, come hanno una vita più lunga della nostra. Sono più saggi di noi finché non li ascoltiamo. Ma quando abbiamo imparato ad ascoltare gli alberi, allora proprio la brevità, la rapidità e la precipitazione infantile dei nostri pensieri acquistano una letizia incomparabile. Chi ha imparato ad ascoltare gli alberi non desidera più essere un albero. Non desidera essere altro che quello che è. Questa è la patria. Questa è la felicità.''
(''Il canto degli alberi'', di Herman Hesse)


Aggiornamento del 30 giugno 2026 a cura di Mauro Olivieri
(aggiornamento 3 volte la settimana)




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