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L’intensa perturbazione si allontana verso Est, favorendo una temporanea rimonta dell’alta pressione delle Azzorre che favorirà una fase stabile e soleggiata (tipicamente settembrina) sino ai primi giorni della prossima settimana. Temperature nella norma, fresche al primo mattino e gradevoli di giorno.
VILLAFRANCA LUNIGIANA
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BOLLETTINO DELLA MONTAGNA
Previsioni a 3 giorni per le principali località sciistiche e montane delle Apuane ed Appennino settentrionale
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La prima perturbazione di settembre è in fase di allontanamento e la pressione atmosferica torna gradualmente a risalire grazie ad una espansione dell'Anticiclone delle Azzorre verso le nostre regioni, che ci porterà qualche giornata dal tipico clima gradevole settembrino, un qualcosa di ''normale'' che certo non guasta di questi tempi. Venerdì avremo ancora un po' di variabilità con residui rovesci sui nostri monti sia al mattino ma anche nel pomeriggio, perché c'è dell'aria freschetta in quota, e quindi non mancherà una ulteriore formazione di qualche cumulo. Ma la tendenza è verso un generale rasserenamento del cielo entro la sera. Sabato transiteranno nubi medio alte e qualche nuvolaglia stratiforme potrà temporaneamente addensarsi nel versante emiliano dell'Appennino ed Alpi Apuane con isolati piovaschi. Poi da Domenica tanto sole con temperature gradevolissime a tutte le quote. A 1500 metri arriveranno isoterme fra 10°C e 12°C e, fortunatamente per i fungaioli, il vento di Tramontana spirerà soltanto debole o al più moderato fra sabato e domenica mattina per poi subito scemare nei giorni successivi. Fra lunedì e martedì si risalirà verso i 14°C sempre alla quota di 1500 metri, con i venti che gradualmente rigireranno a Libeccio. Infatti da metà settimana è probabile l'avvicinarsi di un'altra perturbazione che dovrebbe comunque essere piuttosto veloce. Naturalmente ne parleremo nei nostri prossimi aggiornamenti... Per intanto godiamoci qualche bella giornata.
Come già narrato in altre occasioni, anche nei freschi anni' 70 non mancavano episodi acuti di maltempo in piena estate e nel mese di settembre. Allora non era tanto il mare caldo e la conseguente grande quantità di vapore acqueo che mette a disposizione a provocarli, ma i forti contrasti termici che si creavano fra le masse d'aria più calde (non certo calde come oggi...)che stazionavano sulle nostre regioni dopo alcuni giorni dominati dall'alta pressione, che era prevalentemente quella delle Azzorre, e le masse d'aria fredda in discesa dal Nord Atlantico. Rimasto negli annali il famoso tornado su Venezia dell'11 settembre 1970 che provocò ben 36 morti ed estese distruzioni con venti ad oltre 300 km/h. Nel 1972 il 10 luglio si verificò una disastrosa alluvione in Val Seriana nel Bargamasco, mentre fra 10 e 11 settembre toccò al nostro Appennino ad essere colpito da un evento alluvionale. L'epicentro di una intensa ed estesa cella temporalesca autorigenerante fu l'area compresa fra il Passo del Lagastrello e l'Alpe di Succiso che scaricò quasi 460 mm al Lago Paduli (dove in tutto il mese si raccolsero 774 mm) con intensità orarie superiori ai 100 mm. Ricordo ancora quella domenica 10 settembre, quando con i miei genitori tornavamo la sera da Aulla e transitammo sulla Statale della Cisa sul ponte di Terrarossa con il torrente Taverone che stava per arrivare alla strada. Le piene provocarono allagamenti non soltanto in porzioni della Lunigiana ma anche su vasti territori dell'Emiliano, soprattutto per l'ingrossamento dell'Enza che tracimò nel Parmense e Reggiano con una portata di 436 metri cubi/secondo a Sorbolo; poi anche del Secchia e del Panaro nel territorio modenese.
Aggiornamento del 10 settembre 2026 a cura di Mauro Olivieri
(aggiornamento 3 volte la settimana)
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