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Un robusto promontorio anticiclonico si estende sull'Europa centro-orientale proteggendo anche le nostre zone dal flusso umido atlantico che rimane confinato alla Penisola Iberica. Richiamo inoltre di correnti molto miti da Sud con temperature ben al di sopra delle medie del periodo specie nei valori diurni.
MARINA DI CARRARA
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BOLLETTINO DELLA MONTAGNA
Previsioni a 3 giorni per le principali località sciistiche e montane delle Apuane ed Appennino settentrionale
05-03-26
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06-03-26
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07-03-26
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| Zero Termico: 2400 m | Altezza Neve: 0 cm |
05-03-26
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06-03-26
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07-03-26
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| Zero Termico: 2300 m | Altezza Neve: 2 cm |
05-03-26
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| Zero Termico: 2600 m | Altezza Neve: 0 cm |
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| Zero Termico: 2300 m | Altezza Neve: 2 cm |
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La nuvolaglia persistente degli ultimi giorni, pur se solo sporadicamente associata a brevi e locali precipitazioni sui nostri rilievi, è il frutto di un campo di alta pressione non troppo strutturato alle varie quote dell'atmosfera e con infiltrazioni di aria fresca ed umida. Tuttavia le perturbazioni rimangono ancora ben lontane dai nostri lidi e tali resteranno per alcuni giorni. La pressione infatti si consoliderà, almeno nei prossimi tre giorni, facendo scivolare un fronte mediterraneo in avvicinamento dalla Penisola Iberica verso le Isole Maggiori ed il Sud Italia, mentre sulle nostre regioni andranno a prevalere venti fra Est e Nord-Est asciutti e neanche freddi, anzi nei versante ligure toscano è attesa una fase di Foehn, cioè con l'aria che si comprimerà scendendo dall'Appennino divenendo molto mite nei fondovalle corrispondenti. Quindi il tempo sarà stabile e soleggiato a parte il passaggio di nubi medio alte innocue e locali addensamenti orografici nel versante emiliano dell'Appennino. Lo zero termico risalirà sin verso 2400/2600 metri ed a 1500 metri avremo isoterme medie fra 6°C e 8°C tendenti a ricalare leggermente fra sabato e domenica. Da Domenica e per gli inizi della prossima settimana, le correnti in quota potrebbero iniziare ad orientarsi da Sud-Ovest, facendo aumentare un po' la nuvolosità e portando forse qualche debole pioggia, ma al momento non si intravedono peggioramenti significativi almeno sino all'11/12 marzo. Poi vedremo se entro la seconda decade e al più tardi nella terza decade di marzo andremmo incontro a quelle comunemente definite ''burrasche equinoziali'' che sarebbero perfettamente in linea con il periodo stagionale in essere. Ne riparleremo ovviamente con i prossimi aggiornamenti...
In corrispondenza di queste giornate esattamente 50 anni fa, fra il 5 ed il 9 marzo 1976, le nostre regioni furono interessate da una circolazione di aria assai fredda ed instabile che non è tanto ricordata negli annali meteorologici ma che fu comunque significativa. Certo non era nulla di straordinario per quei tempi, ma un poletto freddo retrogrado in arrivo dall'Europa centro orientale entrò da Nord Est sul Mar Ligure. Fra il 5 ed il 6 ricordo una rara nevicata sull'Alta Lunigiana arrivata da Nord Est cioè dall'Appennino con vento gelido di Tramontana: nevicò per tutta la serata e la prima notte formando uno strato di pochi centimetri con accumuli eolici maggiori a seconda della forza del vento. Il 6 fu poi una giornata rigida ma tersa, mentre fra il 7 e il 9 l'interferenza dell'aria fredda con l'aria umida mediterranea, provocò alte nevicate fino a fondovalle ora con fiocchi ora con grandinini e graupel. La neve interessò anche altre zone del Nord Toscana sino alla pianura e soprattutto naturalmente la pianura emiliana dove la neve resistette al suolo sino a fine mese dato che anche nei giorni successivi le temperature si mantennero rigide.
Aggiornamento del 04 marzo 2026 a cura di Mauro Olivieri
(aggiornamento 3 volte la settimana)
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