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Luglio 2026 eccezionalmente caldo, con una temperatura media sulla nostra provincia superiore di 2,6°C al valore trentennale di riferimento (scarto più marcato nelle minime) ed attestandosi al primo posto da inizio serie storiche. Pioggia leggermente inferiore alla norma sia in costa (-10%) che Lunigiana (-30%).
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BOLLETTINO DELLA MONTAGNA
Previsioni a 3 giorni per le principali località sciistiche e montane delle Apuane ed Appennino settentrionale
03-08-26
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| Zero Termico: 4400 m | Altezza Neve: 0 cm |
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| Zero Termico: 4300 m | Altezza Neve: 0 cm |
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| Zero Termico: 4500 m | Altezza Neve: 0 cm |
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| Zero Termico: 4300 m | Altezza Neve: 0 cm |
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La cappa di aria calda che ricopre le nostre regioni sta acquisendo carattere di persistenza come è tipico delle situazioni di blocco atmosferico. In termine tecnico, quella che ci interessa viene chiamata una ''cresta subtropicale estesa'' che sta ad indicare una cintura di alta pressione che dalle latitudini sub-tropicali, quindi dall'africa settentrionale o dalle Isole Azzorre, si porta verso Nord deviando il flusso oceanico a latitudini settentrionali e quindi impedendo alle perturbazioni atlantiche di arrivare sulle nostre regioni se non occasionalmente o sfiorando appena l'arco alpino. Le temperature sono elevate a tutte le quote anche se in montagna non si sono per il momento raggiunte le punte eccezionali del luglio 1983, agosto 2003 o di fine giugno 2019, ma a 1500 metri si viaggia su una media di 22°C/23°C da giorni e così sarà ancora almeno per una settimana, che è una costanza certamente non da poco e che ha pochi eguali almeno da quando io ho iniziato ad osservare le carte meteorologiche. Una via di uscita da questa configurazione non si intravede ancora nella modellistica del medio-lungo termine, se non un lieve e temporaneo ridimensionamento nelle giornate fra l'8 ed il 10 agosto. Secondo alcuni scenari futuri potrebbe verificarsi un cambiamento circolatorio più netto dopo il Ferragosto, sperando che questi ''calcoli'' non siano solo il frutto di dati statistici che sono necessariamente inglobati dai modelli fisico-matematici...
Intanto per le prossime tre giornate il tempo continuerà ovviamente ad essere stabile e soleggiato a parte il passaggio di nubi alte. Rimangono alcune incertezze sul manifestarsi della consueta cumulogenesi pomeridiana che potrebbe causare qualche breve rovescio o temporale di calore, ma pare che le zone di crinale possano essere escluse da questa fenomenologia che potrebbe invece interessare zone collinari del versante emiliano, specialmente lunedì; ma tutto dipenderà dal gioco dei venti nei bassi strati, se prevarrà la brezza da Est emiliana o quella da Sud Ovest in risalita dal Mar Ligure. Ai numerosi escursionisti che frequentano in questo periodo le nostre belle montagne consiglio sempre di partire presto il mattino per essere in zona poi eventualmente ''sicura'' nelle ore pomeridiane, e poi riprendere la via del ritorno passato l'eventuale temporale.
Le situazioni di blocco atmosferico non sono certo una prerogativa dei tempi moderni. Fanno parte da sempre della meteorologia e climatologia di tutto il mondo. Queste configurazioni sono alla base delle grandi ondate di caldo con siccità o di grandi ondate di freddo con abbondanti nevicate o di prolungati periodi piovosi. E si sono sempre verificate. Leggendo quello che considero una piccola bibbia della climatologia ''Tempo di festa, tempo di carestia, storia del clima dall'anno 1000'' dello storico francese L.R Ladurie, ma attingendo anche da numerose cronache locali come ''Il giornale storico della Lunigiana'' o dal Chronicon Parmense, ne esce un quadro costellato da eventi atmosferici di tutti i tipi alternando periodi caldissimi con siccità così gravi da portare alla secca di tutti i fiumi, compresi il Taro o la Parma, alternati a periodi freddissimi con nevicate copiose e fiumi gelati per arrivare ad alluvioni epocali e molto frequenti, anche più di oggi. E, a proposito di ghiacciai, si legge nel ''Bel Paese'' dell'abate Antonio Stoppani a proposito dell'estate del 1861 ( riportato nel testo di L. Mercalli Breve storia del clima in Italia): ''Questa estate è stata eccessivamente calda...Fin la vetta del Monte Bianco era spoglia di neve. In quest'anno il calore fu tale che non rimane residuo delle nevi cadute in quell'anno e i ghiacciai si ritirarono sensibilmente, come dimagrati per mancanza di nutrimento''. Anni più avanti fra il 1870 ed il 1876, lo stesso Stoppani di fronte ad un forte ritiro del ghiacciaio del Belvedere sul Monte Rosa, afferma: ''questo periodo di regresso data su per giù dal 1860 e probabilmente anche da prima. I calori eccezionali e la diminuzione delle nevi avvertita in quest'ultimo quindicennio ne danno una ragione più che sufficiente''...
Tutto questo ve lo racconto non certo per sminuire l'entità dei cambiamenti climatici recenti che sono sotto gli occhi di tutti e quindi incontestabili e di cui dobbiamo essere ben consapevoli. Citando in ultimo uno studio sui blocchi atmosferici ed estremi meteorologici sul settore Euro-atlantico del 2022 e che potete reperire su: https://wcd.copernicus.org/articles, frutto di una raccolta e dettagliata revisione delle situazioni di blocco con annessi fenomeni estremi dagli anni '40 in avanti, ne esce un quadro molto complesso e a tratti contraddittorio, ma che vede comunque dal 2003 in avanti una prevalenza dei blocchi anticiclonici caldi collegati ad ondate di calore e di siccità sull'Europa e soprattutto in area mediterranea e, secondo alcune proiezioni, questa tendenza si confermerebbe anche in futuro. In effetti alla luce di quello che stiamo osservando negli ultimi 4 anni questa previsione sembra verificarsi. In futuro vedremo...
Aggiornamento del 02 agosto 2026 a cura di Mauro Olivieri
(aggiornamento 3 volte la settimana)
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