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Condizioni di marcata instabilità nei prossimi giorni per l'ingresso di una serie di impulsi perturbati di origine Nord-atlantica, l'ultimo dei quali atteso venerdì quando sarà accompagnato da aria decisamente fresca per il periodo con sensibile calo delle temperature. Possibile fase più stabile dopo il 16-17 (seguire gli aggiornamenti sul sito).
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BOLLETTINO DELLA MONTAGNA
Previsioni a 3 giorni per le principali località sciistiche e montane delle Apuane ed Appennino settentrionale
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''Nè par magh nè par magion an tà cavar mia al pellicion'' recita un proverbio nostrano. Nel mese di maggio non togliere ancora gli indumenti pesanti, quindi. Secondo antiche tradizioni contadine risalenti al periodo medioevale, se non prima, in questo mese ci sarebbero ben tre cosidetti ''nodi del freddo'': uno attorno al 6, uno fra l'11 ed il 15 maggio ed un terzo attorno al 20. Solo dopo la stagione poteva avviarsi verso il caldo. Il giorno 6 si festeggia San Pietro Nolasco ed il proverbio di quella giornata recita: ''nel mese di maggio fornisciti di legna e di formaggio che per qualche giorno avrai a che fare col diaccio''. Poco dopo infatti arrivano i ''Santi del freddo'' noto anche come ''Inverno dei Cavalieri'': giorno 11 (San Mamerto), giorno 12 (San Pancrazio), giorno 13 (San Servazio), giorno 14 (San Bonifacio di Tarso), giorno 15 (Santa Sofia di Roma) chiamata in tedesco ''die kalte Sophie'' (il freddo giorno di Sofia). In Francia si parla dei ''Saints de glace'', in inglese degli ''Ice Saints'', in tedesco di ''Gestrenge Herren'', in svedese ''Jarnnatter'' (notti di freddo gelido) in ungherese di ''Fagyosszentek'' (Santi glaciali). Come si vede è un detto che coinvolge non solo l'Italia ma praticamente tutta l'Europa, ad evidenziare un classico ritorno di aria fredda dal Nord proprio in quel periodo dell'anno con gli annessi di temporali, grandine e persino neve. C'è però un ''disguido temporale'' legato alla riforma del calendario attuata da Papa Gregorio XIII nel 1582 allorquando dal 4 ottobre si passò l'indomani al 15 ottobre spostandosi dunque in avanti di 11 giorni. E' per questo motivo che il terzo nodo del freddo può notarsi anche dopo il 20, quindi invece che fra l'11 ed il 15 fra il 22 ed il 26 del mese... Da qualsiasi prospettiva si veda la cosa l'unico dato certo è che se nei prossimi giorni avremo giornate con tempo avverso e con temperature sotto la media sappiamo che è una cosa normale e non dobbiamo esserne sorpresi...
E in effetti la circolazione generale dell'atmosfera su gran parte dell'Europa Centro occidentale sta evolvendo verso scenari piuttosto freddi ed instabili per l'arrivo di masse d'aria di origine polare se non artica, in discesa dalle alte latitudini. Dopo il transito della perturbazione essenzialmente mediterranea domenicale, lunedì un primo impulso fresco sfiorerà la nostre regioni. Avremo rovesci diffusi essenzialmente nel versante ligure e soprattutto toscano, in particolar modo sulle Alpi Apuane, per gran parte della giornata sotto tesi venti di Libeccio che invece prosciugheranno l'anno (Foehn) nel versante emiliano. Martedì avremo una temporanea fase di tempo ben soleggiato con venti tesi in rotazione a Ponente o Maestrale e temperature fresche in montagna con isoterme in calo sino a 5°C/6°C a 1500 metri, ma entro sera già potrebbero rigirare a Sud-Ovest. Fra mercoledì e giovedì infatti si inizieranno a far sentire gli effetti di una saccatura depressionaria Nord-atlantica in discesa verso il Mediterraneo centrale con acquazzoni e poi anche qualche temporale. La giornata peggiore potrebbe essere quella di venerdì 15 quando è atteso anche un marcato calo delle temperature. Ma ce ne occuperemo nel prossimo bollettino...
Aggiornamento del 10 maggio 2026 a cura di Mauro Olivieri
(aggiornamento 3 volte la settimana)
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